Tassista Musulmano piange e ringrazia il suo primo e unico cliente dopo gli attentati Parigini

Tassista Musulmano piange e ringrazia il suo primo e unico cliente dopo gli attentati Parigini

In seguito ai recenti attacchi Francesi molti sono i Musulmani di tutto il mondo che condannano con forza quello che è successo a Parigi.

La condanna unanime giunge non solo per l’intrinseca violenza dei fatti ma anche perché l’intera comunità Islamica si ritrova messa sotto accusa dalla ingiusta, per quanto comprensibile, generalizzazione dell’occidente Cristiano.

Insomma anche loro, onesta gente di fede Islamica, sono stanchi di ricevere sguardi sospettosi ogni volta che incrociano un essere umano che non appartiene alla loro comunità religiosa.

Ed è in questa situazione di generale sospetto che il giovane Alex Malloy, di New York, ha fermato un taxi l’altra sera e si è ritrovato a vivere una esperienza che lo ha profondamente toccato.

Il tassista, Musulmano, lo ha infatti ringraziato dal profondo del suo cuore perché da due ore – da quando cioè si era saputo degli attacchi di Parigi – la gente lo guardava con diffidenza al momento di salire sull’auto e rifiutava la corsa in taxi con lui.

Alex è stato il primo cliente a salire in molte ore. E questo e’ il racconto del ragazzo che si può leggere su Twitter.

‘Questo tassista mi ha fatto vivere una esperienza davvero triste, e non era colpa sua. Mi ha detto che da due ore nessuno saliva sul suo taxi. La gente aveva paura e lo guardava con diffidenza perché anche a New York era scattato lo stato di emergenza. Per 25 minuti ho cercato di rassicurare quest’uomo, un essere umano come me e voi, dicendogli che io sapevo che lui non era responsabile per quello che stava succedendo a Parigi e che mi vergognavo molto di come i miei connazionali lo avevano trattato.’

‘Ha pianto come un disperato fino all’arrivo a casa mia e continuava a ripetere ‘Allah, il mio Dio, non crede in questo. La gente crede che siamo tutti terroristi ma non è cosi’. Nessuno vuole salire più sul mio taxi e io non riesco a fare il mio lavoro’.’

‘E’ stato un momento molto commovente, per quanto mi riguarda, ecco perché ora lo scrivo.’ continua Alex. ‘Era un ragazzo buono e giovane, di circa 25 anni. Per piacere, per piacere, per piacere non diffidate di tutti i Musulmani: non solo vengono da sempre già discriminati sul lavoro ora devono subire anche il  nostro ingiusto odio. Vi prego, non generalizzate accusando una intera società a causa degli atti violenti di una fazione estremista.’

FONTE : Twitter.com

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