10 pastiglie di Ecstasy acquistate e spedite in Svizzera da un Robot

10 pastiglie di Ecstasy acquistate e spedite in Svizzera da un Robot

Ieri, un bel pacchetto di 10 pillole di ecstasy gialle, incise con il logo di Twitter, sono arrivate via posta ordinaria all’indirizzo di una importante galleria d’arte Svizzera lasciando ovviamente allibiti i curatori della sala espositiva.

A quanto pare l’ecstasy era stata sigillata in un pacco di alluminio e nascosta all’interno di un ‘case’ per DVD.

Il mittente è rimasto sconosciuto e si sa soltanto che le pillole sono partite da qualche città tedesca.

Ma cominciamo dall’inizio e vediamo come è potuta succedere una cosa del genere.

Alla galleria d’arte Kunst Halle St. Gallen  di St. Gallen è in corso in questi giorni l’esibizione d’arteThe Darknet – From Memes to Onionland. An Exploration“. L’esibizione intende aprire uno scorcio nel deep web, il web ‘oscuro’, quello non raggiungibile dai normali motori di ricerca. Il web nel quale si vedono e comprano anche sostanze illegali, tanto per capirci.

Tra gli espositori presenti in mostra vi è il collettivo d’arte  !Mediengruppe Bitnik che per l’occasione ha sviluppato il bot “Random Darknet Shopper”, praticamente un software automatico che si occupa di compiere ‘transazioni casuali’ nel deep web. Questo significa che il software compra e vende automaticamente tutto ciò che è possibile commerciare nel web oscuro senza filtri di sorta.

Fino all’acquisto delle pastiglie il bot si era comportato bene ed aveva acquistato, tra le tante cose, un set di ebook del ‘Signore degli anelli’, dieci pacchetti di Chesterfield blue dall’Ucraina, un paio di Nike e, oggetto preferito dagli sviluppatori del bot, una chiave in dotazione ai Pompieri Inglesi che permette l’ingresso nelle gallerie della metropolitana. Tutto ciò con 100 Dollari di budget settimanale.

Ecco quindi spiegato l’arcano. Il software automatico ha intercettanto la vendita delle dieci pastiglie di Ecstasy ed ha arbitrariamente deciso di acquistarle e farsele quindi spedire al suo ‘domicilio’ attuale, la galleria d’arte appunto.

Il bot in questione viene definito dagli artisti una ‘live mail art piece‘, qualunque cosa voglia dire.

Uno dei nostri intenti era esplorare il mondo nuovo in cui esistono Robot che compiono reati.  Dovesse davvero cominciare a succedere con una certa costanza, chi se ne assumerà la responsabilità?‘.

Fonte : fastcolabs.com

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